Cronaca

GdF Lanciano, chiuse le indagini su “Protesi Fantasma”: cinque indagati per frode al Servizio sanitario

Pubblicato: 24-02-2026 - 485
GdF Lanciano, chiuse le indagini su “Protesi Fantasma”: cinque indagati per frode al Servizio sanitario Cronaca

GdF Lanciano, chiuse le indagini su “Protesi Fantasma”: cinque indagati per frode al Servizio sanitario

Pubblicato: 24-02-2026 - 485


Sotto accusa un presunto sistema di fatture false e ausili mai consegnati: danno stimato oltre 700mila euro, sequestri per più di un milione.

CHIETI. Si sono concluse le indagini preliminari sull’operazione denominata “Protesi Fantasma”, condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Chieti. I militari hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini a cinque persone, accusate a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura e sviluppata dalla Compagnia di Lanciano guidata dal Capitano Domenico Siravo, è partita dall’analisi dell’anomala crescita della spesa per l’assistenza protesica nel Distretto sanitario Lanciano-Vasto-Chieti. Attraverso documenti, testimonianze e riscontri fotografici presso le abitazioni dei pazienti, gli investigatori hanno ricostruito un sistema illecito articolato. Secondo quanto emerso, ausili sanitari di elevato valore – tra cui montascale e carrozzine elettriche – venivano regolarmente addebitati all’ASL senza essere mai consegnati ai pazienti. In altri casi, i dispositivi risultavano già restituiti ai fornitori ma continuavano a essere fatturati all’ente pubblico. Al centro del meccanismo ci sarebbe anche una società “cartiera”, con sede a Roma, utilizzata per emettere fatture per operazioni inesistenti e drenare i profitti illeciti. Il danno diretto per l’ente pubblico è stato quantificato in oltre 744 mila euro. Su richiesta della Procura, nel settembre 2025 il Gip del Tribunale di Lanciano ha disposto un sequestro preventivo per circa 1,14 milioni di euro, colpendo disponibilità finanziarie e beni conferiti in un trust ritenuto funzionale a schermare il patrimonio. Oltre ai responsabili delle società coinvolte, tra gli indagati figurano anche alcuni funzionari dell’ASL, mentre l’azienda sanitaria risulta parte offesa nel procedimento. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva. La Guardia di Finanza ha ribadito l’impegno nel contrasto alle frodi nei settori sanitario e assistenziale, con l’obiettivo di tutelare le risorse pubbliche e garantire il sostegno alle fasce più fragili della popolazione.


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