CAMPOBASSO. Ha ancora senso presentare la ristampa in forma anastatica di un libro scritto nel 1932, dal titolo profetico “Novantesimo Minuti”? Si ha senso per omaggiare il suo estensore, uno scrittore ed intellettuale molisano spesso dimenticato come Franco Ciampitti di Isernia, ma anche per ricordare un altro personaggio poliedrico come Gian Mario Fazzini, scomparso prematuramente 5 anni fa, editore di Filopoli, creatura originale e forse irripetibile del panorama culturale molisano.
La sua proposta editoriale e’ stata interrotta per colpa di un malattia subdola, ma il suo testimone e’ stato raccolto dalla sua adorata e sensibile compagna di vita, Lucilla Parisi, e da uno dei suoi piu’ grandi estimatori, il professor Francesco D’Episcopo, docente dell’Università Federico II di Napoli, che ha curato la ristampa di una opera che non e’ solo un romanzo (vincitore tra l’altro del primo Premio del Concorso Nazionale bandito dalla Federazione Italiana Gioco Calcio), ma e’ lo spaccato di un’epoca e di uno spirito agonistico nel quale (al di là del contesto storico) i valori dello sport erano autentici. Valori esaltati da grandi maestri di vita.
Oggi il calcio (e diversi altri sport) sono stati drogati dai soldi e dall’importanza dell’immagine da proiettare per acchiappare followers e link, e’ essenziale riscoprire uno scrittore innamorato della sua terra come Ciampitti e riflettere sul messaggio che puo’ ancora trasmettere alle generazioni presenti e future. Una riflessione che, insieme, al fratello verra’ proposta oggi pomeriggio all’Alphaville di Campobasso in via Muricchio con ingresso libero dalle ore 18.30.