VALLE DEL VOLTURNO. Con l’avvento della Primavera “fioriscono” i cantieri stradali su ponti, viadotti e strade interne della Provincia di Isernia. Il Pnnrr ed i fondi europei molto corposi sulla viabilità stradale stanno aiutando molto il settore della viabilità. Ma purtroppo rimangono, soprattutto nella Valle del Volturno, alcune criticità stradali sottovalutate e che probabilmente non verranno mai piu’ affrontate o risolte. Vi ricordate il mega progetto dell’Isernia-Atina-Sora, ripreso anche nel 2025 e riproposto ai piu’ da varie classi politiche.
Un collegamento superbo che potrebbe unire velocemente la provincia di ISERNIA, soprattutto l’Alta Valle del Volturno al Basso Lazio. Molti i sindaci che si sono battuti in questi anni affinche’ il progetto potesse decollare. In pochi minuti gli abitanti di Scapoli, ad esempio, avrebbero potuto raggiungere Sora ed altri centri importanti del versante laziale. Un collegamento che si sarebbe ricongiunto alla superstrada in direzione Isernia per una viabilità all’avanguardia e soprattutto scorrevole. Ma tutto cio’ non si e’ verificato e in molti si chiedono ancora il perche’. Le altre regioni puntano su strade, viabilità e infrastrutture, soprattutto di giovane costruzione, per concedere sbocchi di sviluppo per i propri residenti, invece, nel Molise, questa idea appare ancora malvista.
Ma anche nelle aree interne registriamo ancora delle problematiche. La statale 158 “Valle de Volturno”, una delle piu’ trafficate d’Italia in assoluto, lungo il tratto che attraversa Colli a Volturno e Montaquila, mostra tutta la sua inadeguatezza ai tempi moderni. Una strada che andrebbe sistemata, vista la mole di traffico proveniente dalla Campania soprattutto, ed adeguata ai tempi moderni con carreggiate stradali piu’ larghe, asfalto drenante e magari l’eliminazione con un percorso maggiormente scorrevole, delle numerose curve presenti sul tratto stradale citato.
Lo sviluppo delle aree interne passa in primis per le infrastrutture stradali presenti sul territorio. Su questo argomento il territorio provinciale di Isernia deve ancora “svegliarsi”, ma soprattutto deve chiedere risposte adeguate e concrete al mondo politico, che in passato ha rigettato al mittente progetti importanti che avrebbero inevitabilmente concesso grande impulso di crescita al territorio. MI.VISCO.
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