CAMPOBASSO-ISERNIA. Esiste un vizio tutto italiano, e forse ancor più marcato in questa nostra regione, che ci spinge a essere giudici severissimi di noi stessi, pronti a gettarci fango addosso con una facilità che non trova riscontri altrove, dove invece si tende a fare gruppo per valorizzare le proprie eccellenze. Leggiamo spesso, troppo spesso, cronache di mala sanità che affliggono il Molise. Per questo sento il dovere, non come rappresentante di una qualche categoria ma come semplice cittadino, di raccontare una storia di segno opposto che ho vissuto direttamente sulla mia pelle.
Tutto è iniziato al rientro da un viaggio in Cina, quando improvvisamente ho smesso di camminare. Quello che pensavo fosse un problema di sciatalgia si è rivelato, dopo i raggi, una coxartrosi severa: le mie anche erano completamente usurate e non c’era altra soluzione se non l'intervento chirurgico. Mi sono affidato all'ospedale Cardarelli di Campobasso, seguendo l'iter di prenotazione ordinario che ogni cittadino compie. Lì sono stato ricevuto dal dottor Giuseppe Melucci, Primario dell'Ortopedia del 'Cardarelli', che mi ha subito trasmesso un'ottima impressione professionale e umana.Il 4 marzo scorso sono stato operato: un intervento importante e delicato, poiché abbiamo deciso di intervenire su entrambe le anche contestualmente. Dopo pochi giorni dalla prenotazione ero in sala operatoria. Voglio mettere in evidenza non solo l’eccezionale riuscita tecnica dell'operazione — sei ore dopo l'intervento ero già in piedi — ma soprattutto il trattamento ricevuto da tutto il personale: dai medici agli anestesisti, dagli infermieri agli OSS, fino agli addetti al ricevimento. In un momento in cui la malattia segna profondamente la persona, ho trovato un approccio che ha saputo coniugare l'altissima professionalità a una profonda umanità.
Il mio percorso è poi proseguito a Isernia, presso l'Istituto europeo di Riabilitazione Gea Medica. Anche in questa struttura convenzionata, che ho scelto per la vicinanza alla mia residenza, ho trovato dedizione e grande attenzione ai particolari, oltre a una squisita umanità e grande competenza professionale. Venerdì prossimo, 3 aprile, sarò ufficialmente dimesso: in meno di un mese un normale cittadino è stato operato, riabilitato e restituito al proprio lavoro e alla propria vita in condizioni quasi di perfezione.Si dice spesso che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. In questo caso, la foresta è fatta di professionisti che operano silenziosamente con una qualità che nulla ha da invidiare a centri rinomati come Bologna, verso i quali troppo spesso siamo tentati di migrare. La mia non vuole essere una semplice nota di ringraziamento, ma la doverosa messa in evidenza di ciò che funziona. Abbiamo le professionalità e le strutture in casa nostra: riconoscerlo è il primo passo per difendere il diritto alla salute di tutti i molisani.
Claudio Papa