Cultura

A Isernia la presentazione de Il Tesoro di Sant’Amico, il libro di Francesco Lombardi

Pubblicato: 16-09-2026 - 123
A Isernia la presentazione de Il Tesoro di Sant’Amico, il libro di Francesco Lombardi Cultura

A Isernia la presentazione de Il Tesoro di Sant’Amico, il libro di Francesco Lombardi

Pubblicato: 16-09-2026 - 123


Storia, arte e memoria di un patrimonio che attraversa il Molise: la ricerca sul Tesoro di Sant’Amico arriva nel capoluogo pentro

ISERNIA – Sarà presentato giovedì 17 settembre 2026, alle ore 18:00, presso la Biblioteca Romano di Isernia, il volume Il Tesoro di Sant’Amico. Tra devozione, guerra e riscoperta, opera prima di Francesco Lombardi, pubblicata dalla casa editrice Terzo Millennio.L'appuntamento rappresenta un'importante occasione di approfondimento dedicata alla storia, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale del Molise, attraverso la vicenda del prezioso Tesoro di Sant’Amico, legato all'antico monastero benedettino di San Pietro Avellana.La presentazione si aprirà con i saluti istituzionali di Piero Castrataro, sindaco di Isernia. A dialogare con l'autore saranno Sergio Di Vincenzo, giornalista Rai, e Mario Rainaldi, direttore del Museo Aufidenate di Castel di Sangro. Interverrà inoltre Dora Catalano, storica dell'arte e già Soprintendente ABAP per il Molise, con un approfondimento dedicato al valore storico e artistico del Tesoro e al suo significato nel più ampio contesto del patrimonio culturale dell'Appennino centrale.



Il volume nasce da un'approfondita ricerca storica e documentaria dedicata al Tesoro di Sant’Amico, il prezioso complesso di argenti liturgici appartenuto per secoli all'antico cenobio benedettino di San Pietro Avellana.Due calici medievali, una croce astile, un reliquiario e la testa-reliquiario del Santo costituivano uno dei più importanti nuclei di arte sacra dell'Appennino centrale.La loro storia si intreccia drammaticamente con quella della Seconda guerra mondiale. Nel 1943, per sottrarre le opere ai pericoli legati ai bombardamenti della Linea Gustav, il Tesoro venne trasferito a Montecassino e successivamente a Roma. Da quel momento il rapporto tra i manufatti e il territorio d'origine si fece progressivamente più labile.Attraverso l'incrocio di fonti archivistiche, documentazione fotografica, analisi storico-artistiche e moderne tecnologie di rilievo digitale, Francesco Lombardi ricostruisce la vicenda del Tesoro, identificando i manufatti superstiti e riportando alla luce una pagina significativa della memoria storica del Molise.



La presentazione nel capoluogo pentro assume un significato particolare anche per la presenza, nel patrimonio della Cattedrale di Isernia, di opere riconducibili alla scuola e alla tradizione artistica sulmonese, analoghe per ambito culturale a quelle approfondite nel volume.Questo elemento permette di ampliare la prospettiva della ricerca e di leggere il Tesoro di Sant’Amico non come una vicenda isolata, ma all'interno di una più ampia rete di rapporti artistici, religiosi e culturali che nel Medioevo collegava i territori dell'Appennino centrale.La stessa presenza nella Cattedrale di Isernia di manufatti legati alla tradizione sulmonese testimonia la circolazione di modelli, maestranze e opere d'arte lungo itinerari che attraversavano gli attuali confini regionali.In questa prospettiva, Isernia diventa un luogo particolarmente significativo per parlare del Tesoro di Sant’Amico: un punto di incontro tra patrimoni differenti ma profondamente connessi e un osservatorio privilegiato per comprendere la storia artistica e religiosa del territorio.



Il libro non racconta soltanto la storia di un insieme di preziosi manufatti religiosi, ma ricostruisce il ruolo che San Pietro Avellana e il suo monastero hanno avuto nel corso dei secoli all'interno delle reti religiose, culturali ed economiche dell'Appennino.La ricerca evidenzia come il monastero benedettino non fosse una realtà isolata, ma un centro inserito in un sistema di relazioni che collegava il Molise ai principali monasteri e ai più importanti centri artistici dell'Italia centrale.Ne emerge una lettura del territorio capace di superare i confini dei singoli comuni e delle singole realtà locali, mettendo in relazione Isernia, San Pietro Avellana, l'area sangrina e la tradizione artistica sulmonese.Il Tesoro diventa così la chiave per ricostruire una storia più ampia, fatta di scambi, devozione, mobilità delle opere e circolazione di modelli artistici.



Una parte significativa del volume è dedicata inoltre alle nuove tecnologie applicate alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale.Il progetto di rilievo fotogrammetrico e scansione tridimensionale delle opere ha permesso di realizzare modelli digitali ad alta definizione, offrendo nuovi strumenti per lo studio, la conservazione e la divulgazione dei manufatti.La tecnologia diventa così uno strumento concreto per preservare la memoria di opere che, nel corso della loro storia, hanno rischiato di perdere il legame con il territorio nel quale erano state custodite per secoli.La documentazione digitale rappresenta inoltre una possibilità concreta per ricostruire virtualmente patrimoni dispersi, favorire la ricerca e rendere accessibili alle comunità opere e testimonianze che oggi si trovano lontane dai luoghi d'origine.



Pur dedicando attenzione ai rapporti tra il monastero di San Pietro Avellana e la grande tradizione dell'oreficeria medievale sulmonese, Il Tesoro di Sant’Amico pone al centro soprattutto la ricostruzione della memoria storica di una comunità e il valore della ricerca come strumento di conoscenza del territorio.Il riferimento alle opere presenti nella Cattedrale di Isernia, così come il confronto con la tradizione artistica sulmonese, contribuisce a restituire una visione più articolata del patrimonio culturale del Molise, evidenziando quanto le testimonianze conservate nei diversi centri siano parte di una storia comune.La vicenda del Tesoro di Sant’Amico diventa così l'occasione per riflettere sulla necessità di conoscere, ricostruire e valorizzare il patrimonio culturale del Molise, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra ricerca storica, istituzioni, comunità locali e nuove tecnologie.



Francesco Lombardi, autore e ricercatore di San Pietro Avellana, da anni si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale dell'Appennino centrale. Il volume rappresenta il suo esordio editoriale e raccoglie i risultati di un'indagine che unisce rigore scientifico, ricerca archivistica e strumenti innovativi di documentazione.



«Questo libro nasce dal desiderio di restituire alla comunità di San Pietro Avellana una parte della propria memoria – afferma Francesco Lombardi –. Ogni documento ritrovato, ogni fotografia e ogni opera identificata hanno contribuito a ricostruire una storia che appartiene non soltanto al paese, ma al Molise e all'intero Appennino centrale. Credo che conoscere il proprio passato sia il primo passo per valorizzare davvero il patrimonio e costruirne il futuro. Desidero inoltre ringraziare l’Amministrazione comunale di Isernia e la Pro Loco di Isernia per la disponibilità, l’attenzione e il prezioso supporto offerto nell’organizzazione di questo evento.» La presentazione pentra, inserita nel “Settembre isernino” sarà dunque un momento di confronto tra storia, arte, memoria e innovazione, con l'obiettivo di riportare al centro dell'attenzione un patrimonio che affonda le proprie radici nella storia di San Pietro Avellana, ma che, attraverso i suoi legami artistici e culturali, parla all'intero Molise e alla storia dell'Appennino italiano.


Gallery dell'articolo





Articoli Correlati


cookie